03lug2017

Secondo Massimo Carboniero (Ucimu): per recuperare competitivitÓ un anno non basta


 

Massimo Carboniero Presidente Ucimu-Sistemi per Produrre

 

É appena terminato il mese di giugno, giro di boa di un 2017 che, per il settore della macchina utensile, è destinato a passare alla storia come anno straordinario: lo si è già visto con i numeri record registrati dal comparto nel primo trimestre (+22% gli ordini dal mercato nazionale) grazie alle misure di incentivazione fiscale agli investimenti di cui Ucimu – Sistemi per Produrre, l’associazione di categoria che rappresenta gli interessi del settore, è stata uno dei principali sponsor.

“L’indice ordini del primo trimestre 2017 relativo al mercato domestico non lascia spazio a interpretazioni: il programma messo a punto dalle autorità di governo sta portando i suoi frutti“, ha detto ai nostri microfoni Massimo Caboniero, Presidente dell’Associazione. “La predisposizione a investire in tecnologia industriale e in sistemi di connettività da parte del manifatturiero italiano aveva bisogno di una spinta che il Piano Nazionale Industria 4.0 ha assicurato. La scelta del Ministero dello Sviluppo Economico di dotare il paese di una politica industriale compatta e indirizzata a favorire l’aggiornamento tecnologico e organizzativo delle imprese è stata sicuramente lungimirante non solo per i provvedimenti contenuti nel Piano ma anche per la tempistica scelta. Infatti, dopo anni di difficoltà, il mercato nazionale, a partire dal 2014, era tornato ad investire in sistemi di produzione. Il risveglio della domanda e il contestuale dato di invecchiamento degli impianti produttivi, risultati con un’anzianità media pari a 13 anni, sono i fattori che hanno reso ‘perfettamente adatto‘ il contesto temporale nel quale applicare il Piano”.
Sentiment positivo

L’andamento delle attività nel secondo trimestre sarà il banco di prova per verificare se gli effetti dell’iperammortamento si stanno dispiegando in tutto il loro potenziale, a seguito dei chiarimenti forniti solo a fine marzo da Ministero e Agenzia delle Entrate. “Tra pochi giorni avremo i riscontri dell’indice degli ordini del primo semestre (che sarà disponibile a metà luglio) ma il sentiment tra i costruttori di macchine è certamente positivo. Un’idea più precisa potremo farcela già giovedì 6 luglio in occasione dell’annuale assemblea dei soci Ucimu, quando presenteremo contestualmente ai consuntivi 2016 e alle previsioni 2017 relativi l’industria italiana e mondiale costruttrice di macchine utensili, robot a automazione, una prima tendenza dell’andamento degli ordinativi raccolti sul mercato italiano nei primi sei mesi dell’anno. Li commenteremo insieme a Giulio Pedrollo, vicepresidente della Confindustria nazionale con delega alla politica industriale e anche sulla base dell’intervento che il ministro Calenda farà, anche se a distanza”.
Proroga e mini-proroga

La novità di questo mese è senza dubbio la mini-proroga del termine di consegna dal 30 giugno al 31 luglio 2018 per i beni ordinati nel 2017. Una misura attesa e richiesta, ma considerata da molti non sufficiente. “Il primo punto su cui ragionare è capire se un anno sia sufficiente a ridare alle imprese italiane lo slancio necessario affinché possano incrementare il grado di competitività indispensabile per il confronto con i competitors esteri. La risposta è abbastanza immediata: con l’attuale situazione sembra davvero difficile. Per questo potrebbe essere utile trasformare il superammortamento in provvedimento strutturale, anche per adeguare gli attuali coefficienti di ammortamento che non corrispondono più alla reale durata dei beni. E, d’altro canto, a fronte di un grande interesse delle imprese ad impegnarsi nella propria riorganizzazione in chiave digitale, valutare l’inserimento dell’iperammortamento anche nella prossima Legge di bilancio“.

Anche perché – sottolinea Carboniero – “se è vero che l’Iperammortamento è una misura shock, come ricordato giustamente dal ministro Calenda, è pur vero che si è ‘andati lunghi‘ in fase di avvio e perfezionamento dello strumento. A questo tempo di ‘settaggio’ delle norme che le autorità di governo hanno dovuto giustamente prendere, va aggiunto il tempo necessario alle imprese per recepire il funzionamento della misura. Ecco, almeno questi mesi credo sia opportuno recuperarli. In questo senso, un’estensione integrale della misura per un altro anno permetterebbe di venire incontro alle esigenze di molte imprese del manifatturiero”.

In attesa di avere indicazioni più precise su possibili sviluppi futuri, prosegue Carboniero, “le imprese manifatturiere, impegnate ora più di prima nell’attività di R&S, trarrebbero comunque grande giovamento dagli interventi immediati di riduzione del cuneo fiscale e di detrazione degli oneri contributivi per i giovani assunti. Provvedimenti, questi, capaci di favorire l’introduzione di risorse umane per soddisfare le nuove professionalità richieste dal nuovo approccio di Industria 4.0″.
L’incognita politica

Tra legge elettorale e equilibri politici instabili, non ci sono certezze sul fatto che l’attuale legislatura giunga al suo naturale epilogo, che comunque è ormai alle porte (inizio 2018). A Carboniero abbiamo chiesto se esiste un rischio politico per il prosieguo della stagione delle riforme, dal momento che in Italia i governi – indipendentemente dal colore – raramente hanno agito in continuità con l’azione di predecessori.

“Il governo in questi ultimi anni sta agendo molto bene. Aver riportato l’industria al centro dell’agenda politica, prima con la Nuova Sabatini e il Superammortamento e poi con il Piano Nazionale Industria 4.0 è stato decisivo. A prescindere da chi governa il paese, il sistema Italia, da alcuni anni, ha riacceso i riflettori sul proprio tessuto industriale e ha messo in luce esigenze e scenari di sviluppo che erano latenti da troppo tempo. I risultati si vedono, e l’immagine del paese all’estero è migliorata. Siamo tornati autorevoli e questo è un vantaggio per noi imprenditori. Sono fiducioso anche sul futuro”. 

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