15lug2017

ASSEMBLEA UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE: NEL 2016 RISULTATO POSITIVO PER L’INDUSTRIA ITALIANA DELLA MACCHINA UTENSILE. NEL 2017


                                 

Gli ordini di macchine utensili nel primo semestre 2017 crescono del 9,9%. +24,8% gli ordini interni; +5,6% gli ordini
esteri.
 
 

 

 
 
                         
                                Massimo Carboniero, presidente UCIMU: “Necessario prolungare le misure del Piano Nazionale Industria 4.0”
 
 
 
Cinisello Balsamo, 6 luglio 2017. è positivo il bilancio 2016 dell’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione che ha registrato incremento per tutti i principali indicatori economici, ad eccezione dell’export.
 
Quinta tra i produttori, dopo la revisione della serie storica dei dati, effettuata dall’associazione statunitense, l’Italia si è confermata terza tra gli esportatori e ha guadagnato un posto nella classifica di consumo dove si è posizionata quinta, a testimonianza della vivacità della domanda locale.
 
Il trend positivo registrato dal 2014 proseguirà per tutto il 2017 anno in cui cresceranno produzione, export e consumo che, sostenuto anche dalle misure del Piano Nazionale Industria 4.0, trainerà sia le consegne dei costruttori sul mercato interno sia le importazioni. Nessun altro paese, tra i leader di settore, registrerà incrementi tanto significativi quanto quelli messi a segno dall’Italia.
 
Questo, in sintesi, il quadro illustrato dal presidente Massimo Carboniero, questa mattina, in occasione dell’annuale assemblea dei soci UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, a cui sono intervenuti: il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, in videoconferenza interattiva da Roma, e il vicepresidente di CONFINDUSTRIA nazionale con delega alla politica industriale, Giulio Pedrollo.
                                                                                                                             
In particolare, nel 2016, la produzione, cresciuta del 6,4%, si è attestata a 5.552 milioni di euro. Il risultato è stato determinato dal positivo andamento delle consegne sul mercato interno dei costruttori salite, del 25,7%, a 2.300 milioni. L’export ha invece subito una battuta d’arresto. Sceso, del 4%, a 3.252 milioni di euro il valore delle esportazioni si è riportato sul livello del 2014, annullando del tutto l’incremento messo a segno nel 2015.
 
Nel 2016, principali mercati di sbocco dell’offerta italiana sono risultati: Germania (377 milioni + 1%), Stati Uniti (352 milioni, -9,4%), Cina (315 milioni, -6,9%), Francia (224 milioni + 23,2%), Polonia (137 milioni, +7,2%), Spagna (116 milioni, +14%), Messico (99 milioni, +29,3%), Turchia (87 milioni -5,1%).
 
Decisamente positivo il risultato del consumo che ha registrato, per il terzo anno consecutivo, un incremento a doppia cifra, attestandosi a 3.859 milioni di euro, il 15,3% in più rispetto al 2015.
 
Il positivo andamento dell’industria italiana di settore troverà conferma anche nel 2017, come emerge dai dati di previsione elaborati dal Centro Studi & Cultura di Impresa di UCIMU. In particolare, la produzione salirà, del 6,7%, a 5.925 milioni di euro. Il consumo si attesterà a 4.250 milioni di euro, il 10,1% in più rispetto al 2016, trainando sia le consegne dei costruttori sul mercato domestico, attese in crescita del 12% a 2.575 milioni, sia le importazioni (+7,5%).
 
L’export tornerà di segno positivo: con un incremento del 3% raggiungerà il valore di 3.350 milioni di euro. L’andamento registrato dalle vendite di macchine utensili oltreconfine nei primi tre mesi dell’anno conferma la ripresa attesa. Il rapporto export su produzione, ridimensionatosi dal 2014 per effetto della ripresa della domanda italiana, scenderà ancora, attestandosi a quota 56,5%.
 
Massimo Carboniero, presidente UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, ha affermato: “in un contesto di generale arretramento dell’industria mondiale di settore, l’Italia ha mostrato di avere fiato e gambe per crescere, e crescere ancora, rispetto a quanto già fatto nel biennio precedente. In virtù di questo andamento, il fatturato del settore ha superato gli 8 miliardi di euro”.
 
“E nel 2017 - ha continuato Massimo Carboniero - le previsioni ci dicono che il nostro paese farà ancora meglio: cresceranno tutti gli indicatori economici, compreso l’export, risultato già in recupero nel primo trimestre dell’anno, ma soprattutto crescerà ancora il consumo”.
 
“D’altra parte - ha aggiunto Massimo Carboniero - i provvedimenti contenuti nel Piano Nazionale Industria 4.0 hanno già prodotto i primi effetti come dimostrato dall’andamento degli ordini raccolti dai costruttori sul mercato italiano. Dopo il +22,2% del primo trimestre del 2017, l’indice degli ordini raccolti dai costruttori italiani sul mercato domestico nel secondo trimestre registra un incremento del 28,5% a conferma della tendenza ad acquisire nuovi macchinari e nuove tecnologie per la connettività degli impianti”.
 
Secondo i dati elaborati dal Centro Studi e Cultura di Impresa di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE, l’indice degli ordini di macchine utensili raccolti nel secondo trimestre 2017, ha registrato un incremento del 17,2% rispetto allo stesso periodo del 2016, per un valore assoluto dell’indice pari a 136,2 (Base 2010=100).
 
Il positivo andamento è stato determinato sia la buona performance degli ordini raccolti dai costruttori italiani all’estero sia dall’ottimo riscontro ottenuto sul mercato interno.
 
Più nel dettaglio, l’indice ordini esteri è cresciuto del 13,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, per un valore assoluto dell’indice pari a 124.
 
Sul fronte interno, è proseguito il deciso trend di crescita dell’indice ordini risultato, nel periodo aprile-giugno 2017, in crescita del 28,5%, per un valore assoluto pari a 180,5.
 
Su base semestrale, l’indice segna un incremento del 9,9%, per un valore assoluto pari a 162. Buono l’andamento degli ordini esteri cresciuti del 5,6% (valore assoluto 146,1); decisamente positivo l’indice ordini interni cresciuto del 24,8% rispetto ai primi sei mesi del 2016, per un valore assoluto pari a 208,4. (vedere tabella allegata “Indice ordini a prezzi costanti”).
 
“Nonostante ciò, neanche alla fine del 2017, ci dicono le previsioni, avremo recuperato tutto il terreno negli anni della crisi. Il rilancio della competitività delle PMI manifatturiere è appena avviato, occorre tempo perché esse recepiscano i provvedimenti e avviino i piani di investimento”.
 
“Per questo potrebbe essere utile trasformare il Superammortamento in provvedimento strutturale, anche per adeguare gli attuali coefficienti di  ammortamento che non corrispondono più alla reale durata dei beni.
 
“Inoltre, a fronte di un grande interesse delle aziende ad impegnarsi nella propria riorganizzazione in chiave digitale, sarebbe opportuno valutare l’inserimento dell’Iperammortamento anche nella prossima Legge di bilancio, prolungandone l’operatività di un anno rispetto agli attuali termini  fissati”.
 
“Non si tratta di snaturare la misura - ha continuato il presidente di UCIMU-SISTEMI PER PRODURRE -  si tratta di dargli l’agio necessario a produrre gli effetti sperati, anche perché l’attivazione di processi di digitalizzazione e interconnessione produrrà nel medio e lungo periodo nuovi e continui investimenti a tutto beneficio dell’economia del paese e della competitività del manifatturiero italiano, favorendo anche l’inserimento di giovani risorse, in risposta all’esigenza delle aziende di disporre di nuove professionalità”.
 
“Per questo - ha concluso Carboniero - consideriamo fondamentale il lavoro che sta svolgendo il Ministero dello Sviluppo Economico in materia di formazione, indispensabile perché la trasformazione attivata dalle macchine divenga reale. Ma ciò non è sufficiente. Occorre intervenire sulle politiche fiscali e contributive anzitutto con l’azzeramento del cuneo fiscale per i giovani lavoratori e una ulteriore riduzione per tutti gli altri occupati”.
 
Cinisello Balsamo, 6 luglio 2017
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